| STUCCO VENEZIANO |
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Le opere e gli artisti dello Stucco Veneziano Riflessi dell'arte italiana dello stucco si ebbero particolarmente in Francia, nelle decorazioni delle Reggie di Versailles e di Fontainebleau. Il Gusto Barocco, nella sua enfatica ricchezza non poteva non accogliere l'arte dello stucco con il massimo favore. Schiere di abilissimi artisti gravitarono attorno ai maggiori centri e furono nella maggioranza lombardi: a Roma lavorarono Prospero Bresciano, S. Castelli, G. Ferabosco; a Genova B. Bernasconi, G. De Marchi; a Venezia G.A. Sala, S. Stazio; da ricordare anche i ticinesi Francesco e Pompeo Bianchi, Cosimo e Giacomo Fancelli, Antonio Raggi collaboratore del Bernini, infine G. Serpotta che legò il suo nome ai capolavori lasciati a Palermo. I maggiori monumenti pubblici privati e religiosi di questo periodo portano i segni della grande fortuna dello stucco. Così, ad esempio, le chiese del Gesù di S.Maria del Popolo e S. Giovanni in Laterano a Roma, i soffitti di palazzo Pitti a Firenze, di palazzo Ducale a Venezia,ed ancora a Venezia e nella regione veneta i molti palazzi e ville patrizie, dove la decorazione modellata e spesso policromata in tenui colori, rallegra gli ambienti, arricchendo anche le cappe dei camini, i contorni delle porte, i fregi dei soffitti, divenuta elemento immancabile dell'arredo settecentesco. L'arte dello stucco ebbe gli ultimi. benché più austeri, trionfi nel periodo neoclassico; eccellente per fantasia e grazia raffinata è la produzione lombarda, sui disegni di G. Albertolli.
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